Si sa, raramente la verità ha una sola faccia. Pochi giorni fa mi è capitato di leggere da qualche parte “c’è la tua verità, la mia verità e poi c’è la verità”.

Che tipo di verità ci ha spiattellato l’ingombrante Flavio Briatore? Ha detto delle cose che a noi salentini non piacciono. Ma perché?
Vediamo di capire.


La nuova Corte di Re Sole e le sue carovane

Ai ricchi importa poco dei musei, delle masserie, del turismo che invita all’esperienza; di quel turismo che è amore per i luoghi, curiosità per le tradizioni. Il turismo di Briatore desidera trovare casa sua in ogni luogo; desidera trovare le stesse “situazioni” in diverse “location”. Comprensibile. Chi può spendere 10.000 euro al giorno, ha gli stessi capricci ovunque vada e vuole la familiarità della sua corte.

D’altra parte i ricchi turisti europei del ‘700 si portavano dietro intere schiere di servi, amici, cortigiani e affittavano interi manieri, per le loro villeggiature. Carovane di bagagli li seguivano negli spostamenti, simili ai grandi eserciti di Alessandro Magno.

Be’ il vip, nobile odierno ipernutrito di comodità fantascientifiche, non ama più così tanto la sua corte; può pretendere di trovarne una simile ovunque vada.

Questa è la verità di Briatore. Più che altro un uomo ricco, che ha manifestato un bisogno comune a tutti quei billionari che desiderano fare anche del Salento una meta per le vacanze.

Vi assicuro, amici salentovaghi, che questa gente fa gola a tanti imprenditori salentini; fa gola perché porta i dindini! Fa gola alle istituzioni, perché la gente come loro fa tutto da sé e non rompe. E sotto, a raccattar le briciole dei billionari, fa gola ai tanti giovani salentini in attesa di entrare nel mondo del lavoro.

A noi questo discorso non piace. Non ci piace raccattar briciole, né vedere le spiagge sparire sotto il peso dei culi molli di lussuose strutture per nobili della corte di Re Sole postmoderni.

Ma perché agitarsi tanto per le parole di Briatore, quando il turismo che lui rappresenta è SOLO UN TIPO DI TURISMO TRA CENTINAIA? Ai ricchi il salento non basta? andranno altrove…direbbe lui. Ma capovolgendo il concetto, dovrebbe risultare: AL SALENTO gli alberghi sul mare non piacciono? Si adoperi per un altro tipo di turismo!

A noi il Salento piace con pochi stronzi e tanta cultura, ci piace il turismo esperienziale, il turismo di qualità!

Ma ESISTE davvero un Salento che offre turismo di qualità?

ECCO il vero problema, miei cari salentovaghi. Il Salento si impegna davvero per rispondere alle esigenze di un altro tipo di turismo? Se uno non ha l’elicottero (come don Flavio), ce la fa a raggiungere la chiesetta delle cento pietre di Patù, senza bestemmiare, cambiare sette bus, fare l’autostop…eccetera?
Chi arriva sudato all’aeroporto di brindisi, ce la può fare coi mezzi pubblici a raggiungere Ugento? O rischia di impazzire? Sì, vero c’è qualche servizio di trasporto (solo estivo, e la nostra estate è davvero corta), ma è sufficiente? E soprattutto; si continua a vaneggiare di destagionalizzazione, ma immaginate un tedesco che arriva qui a gennaio, perché vuole conoscere il Salento delle masserie e dei frantoi, e ha prenotato un b&b a Lucugnano. Cosa offre il Salento a questa persona in termini di servizi e infrastrutture? Un turista irlandere a Lecce, ha diritto a ricevere indicazioni nella sua lingua? Un francese che vuole fare il tour delle cantine vinicole, ha una risposta, in Salento?

Potrei andare avanti per dieci pagine. I bancomat assenti nelle località di villeggiatura, la difficoltà di affittare un mezzo, la scarsità di informazioni, o l’eccesso di informazioni ma non ben veicolate, L’assenza di reti di promozione turistica, la scarsità di posti auto in alcune zone turistiche, i parcheggi selvaggi, con le amministrazioni che vanno in visibilio per gli incassi di multe astronomiche. Vogliamo poi parlare dell’abusivismo? Vogliamo parlare dei prezzi esagerati di chi ha deciso che deve campare tutto l’anno, “derubando” i turisti nel giro di un mese?

Vogliamo ricordare, che la stagione estiva in Salento dura un battito di ciglia? È RIDICOLO che i primi di settembre, molti stabilimenti balneari e bar sulla spiaggia siano tristemente chiusi. È RIDICOLO che agli inizi di Giugno non siano ancora aperti. Ma veniamo al peggio; la presunta offerta del Salento.

Ci rendiamo conto della totale incapacità nel programmare, sostenere e promuovere iniziative che non siano le “solite” sagre? Quanti piccoli eventi ho visto, quest’anno, bellissimi, ma per forza di cose rivolti soprattutto a noi salentini. Per forza di cose perché se mancano i trasporti, se non c’è il sostegno alle attività e iniziative culturali, quello che desideriamo offrire ai turisti, rimane solo a noi. SULI NDI LA SUNAMU.

Attendiamo con ansia la fine della crocifissione di Briatore per poter di nuovo tornare a parlare del TURISMO CHE VORREMMO, magari con coloro che oggi, strappandosi le vesti per le parole di Briatore, dimenticano le loro responsabilità.

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