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 Si fregia del titolo di “madre di tutte le sagre del Salento” e ne ha ben donde, anche se non si tratta propriamente di una sagra. E’ piuttosto una festa che coinvolge tutto il paese, una tradizione lunga 40 anni, che può contare su un’organizzazione che non lascia nulla al caso, con una progettazione scenografica che rende il centro storico già suggestivo di Carpignano Salentino un teatro a cielo aperto, una location di musica, danza, ronde e amore per la tradizione; una tradizione mai ignorante, ma ubriaca di cultura e arte. Gli artigiani in un tripudio di colori e profumi possono esaltare le loro creazioni; cartapesta, terracotta, legno d’ulivo, campanelle e “cotume” varie, sono gli oggetti che attraverso i secoli hanno costituito il patrimonio povero del Salento.

La storia ebbe inizio nel 1974. A Carpignano, piccolo borgo di tradizione ellenofona, fece allunaggio ODIN TEATRET.

odin 1974Si trattava di una compagnia teatrale norvegese, alla ricerca di un posto remoto dove lavorare al futuro spettacolo. La faccenda andò un po’ diversamente. Quei professionisti del teatro subirono tutto il fascino di un mondo contadino, di un paese dal centro storico bellissimo, dai campi coltivati a vigneti, ulivi e tabacco. Trovarono la purezza di una storia in cui il Teatro ufficiale non era mai approdato, eppure il potenziale mimico degli abitanti si manifestava in ogni occasione, durante le festività, nei canti spontanei, nella gestualità accesa, nei rituali del lutto.

Il loro proposito di rinchiudersi in un posto dimenticato da Dio si sgretolò e desiderarono di costruire un ponte tra il Teatro con la t maiuscola e la teatralità spontanea di quei luoghi.

I carpignanesi, dapprima furono coinvolti con uno spettacolo di clown per tutto il paese, per poi essere parte di un vero e proprio Baratto culturale, in cui la loro performatività naturale si nutriva della professionalità dei teatranti e viceversa Odin Teatret imparava dai loro gesti puri. Gli attori divennero parte di quella comunità, partecipando ai luculliani momenti di convivialità salentini, a loro volta coinvolgendo gli abitanti in scambi di idee, attuando un potenziale culturale tramite la presa di coscienza della ricchezza delle tradizioni. Tutto questo andò avanti per 5 mesi.festa-te-lu-mieru-carpignano-salentino

Poi a uno degli abitanti venne un’idea…

Probabilmente successe a tavola, una sera, dopo un paio di bicchieri di vino. L’idea consisteva nell’organizzare una festa, tutti insieme, in onore di quello scambio che aveva arricchito entrambe le parti. E la festa si fece; coinvolse tutto il paese, anche nella fase organizzativa. Fu una festa per salutare il Teatro, che ormai aveva aperto cuori e menti degli abitanti di quel piccolo paesino, in quel posto lontano lontano. Quella festa, che per il teatrante più smaliziato profumava di riti bacchici, fu il germe del proposito di creare una ricorrenza, che ogni anno onorasse la terra, il teatro, il vino e la musica che fanno danzare corpo e mente.

Quell’evento straordinario, che quella sera fece ballare e divertire tutti i carpignanesi, molto presto sarebbe diventato LA FESTA TE LU MIERU, la madre di tutte le sagre.

Maggiori informazioni http://www.salentoexperience.com/news/a1974-odin-teatret-sbarco-a-carpignano-e-fu-subito-festa-te-lu-mieru/

 

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