La Festa di San Pietro e Paolo è molto sentita nella “terra del rimorso”. Galatina, la città per eccellenza della tradizione dei due santi, il 28, il 29 e il 30 Giugno, accoglie migliaia tra turisti, curiosi, pellegrini, e salentini; in un tripudio di colori, musica, profumi e sapori di questa salentina. Una festa a metà tra sacro e profano, con i sapori dei prodotti tipici di cui Galatina rappresenta l’eccellenza (i pasticciotti, la mafalda, gli spumoni); una festa in cui la fede religiosa si intreccia alle credenze popolari e all’antichità pagana; in cui l’incipiente estate libera dai morigerati mesi invernali, insieme al ritmo travolgente e catartico della taranta. Immancabile l’appuntamento con la Fiera Campionaria, col grande Luna Park, le coloratissime bancarelle, sotto le sculture delle luminarie…e con l’immancabile mozzafiato spettacolo pirotecnico.

Segnaliamo che il 28/29/30 in occasione dei festeggiamenti, IncomingSalento‬ Ass.ne per il marketing territoriale, organizza itinerari turistici nell’antico borgo, palcoscenico naturale dei riti dedicati a San Paolo che avevano come protagoniste le famose “Tarantolate”. Insieme si rivivranno le antiche tradizioni e le storie che ruotavano attorno al cosiddetto MALE DI SAN PAOLO.

Tour guidato: CHIESA MATRICE, CAPPELLA, BASILICA DI SANTA CATERINA, PALAZZI E Case a Corte, MUSEO CIVICO , quadri di Luigi Caiuli dedicati alle Tarantolate.
Partenze dalle 10 alle 20:00 Stand INFOPOINT FESTA. (C/o Farmacia) . info 320 2122239

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Tra storia e leggenda

La tradizione racconta che i due santi fecero tappa a Galatina durante i loro viaggi di evangelizzazione.

San Pietro, nel viaggio da Otranto a Taranto, fece tappa a Galatina. Si racconta che San Pietro si sia fermato nel podere “Pisanello” in contrada San Vito e qui trovò riposo su una grossa pietra che attualmente viene custodita nella Chiesa Matrice. Per questo i galatinesi scelsero l’apostolo come protettore e a lui fu dedicata la Chiesa Matrice e la città prese il nome di “San Pietro in Galatina”. Col tempo ritornò poi ad essere Galatina.

L’apostolo Paolo fu ospitato da un religioso galatinese nella propria casa, dove poi venne edificata una cappella oggi chiamata la Chiesetta di San Paolo. In quella casa esisteva un pozzo, (tuttora è possibile trovarne traccia), la cui acqua aveva il potere di guarire quanti venivano morsicati da animali velenosi. Al feudo di Galatina il santo concesse l’immunità dal veleno dei serpenti e da ogni altro animale velenoso, soprattutto le tarantole.

Ogni anno nel giorno della festa le tarantate accorrevano per invocare la guarigione.
Chi accompagnava la tarantata attingeva acqua da quel pozzo con un secchio e la dava da bere alla donna che ne bevevo tanta fino a vomitarla tutta nel pozzo dove comparivano serpenti che tentavano di afferrarla. Chiusa l’imboccatura del pozzo con il coperchio il miracolo era compiuto.

Agli inizi degli anni cinquanta il pozzo, con ordinanza del sindaco, venne fatto murare per motivi igienici dopo che la falda si era inaridita.

Col tempo il rito delle tarantate è andato via via scomparendo.

In concomitanza con i festeggiamenti dei Santi Patroni Pietro e Paolo,  da qualche anno è riaperta al pubblico, appena ristrutturata, la Cappella di San Paolo, piccola costruzione barocca risalente al XVIII secolo, la stessa dove sgorgava l’acqua che aveva il potere di guarire quanti venivano morsi dalle “tarantole”.

 

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